Bimbi e libri. “Livello di Literacy e Pil: alcuni studi dimostrano la correlazione”. Nicoletta Gramantieri.

12 ott 2009

Nicoletta Gramantieri bibliotecaria della SalaBorsa Ragazzi di Bologna, una delle realtà più attive in Italia nella promozione della lettura. A lei, che è in contatto continuo con bambini e ragazzi che entrano in biblioteca, abbiamo chiesto quali sono le motivazioni che li spingono e i gusti che prevalgono. Ma anche come fare per aiutarli non perdere la buona abitudine della lettura.

Come è cambiato nel tempo il ruolo delle biblioteche nello stimolare la lettura nei bambini?
Fino a un decennio fa le attività di promozione della biblioteca ruotavano essenzialmente attorno ai libri. Il libro era lo strumento principale da cui attingere informazioni e storie. Ora i ragazzi sono abituati a un mondo in cui le storie e le informazioni viaggiano attraverso media molteplici e diversi. La biblioteca è quindi diventata mediateca, un luogo in cui, non solo i libri, ma anche gli altri media trovano posto e sono facilmente accessibili. Sono presenti quindi postazioni che permettono di collegarsi a internet, di giocare, di vedere film, documentari e ascoltare musica. Le proposte che si fanno a bambini e a ragazzi tengono conto di questo. Compito della biblioteca è permettere che tutti i bambini e tutti i ragazzi abbiano le stesse possibilità nell’utilizzo dei vari media. Per quello che riguarda sia la lettura, sia l’accesso alla cultura e alle informazioni in genere, ci si è resi conto di come fosse più efficace creare attività di promozione che coinvolgessero anche gli adulti, con lo scopo di renderli consapevoli della necessità di essere accanto ai piccoli nel proporre non solo la lettura, ma anche l’accesso agli altri media.

Secondo quello che vedete in biblioteca, gli adolescenti leggono oppure no?
La biblioteca non è senz’altro il luogo più obiettivo per valutare la propensione degli adolescenti per la lettura. Gli utenti della biblioteca sono in media lettori. Per quello che riguarda le fasce d’età, possiamo dire che nel 2008 fra gli utenti attivi (cioè quelli che hanno effettuato dei prestiti) di SalaBorsa Ragazzi nella fascia d’età fra i 0 e i 18 anni il 22,8% hanno dagli 11 ai 13 anni e il 26,7% dai 14 ai 18. Utilizziamo le attività che proponiamo alle scuole per raggiungere anche quei bambini e ragazzi che non conoscono la biblioteca. Nel 2008 sono state 218 le classi che hanno usufruito delle visite guidate o delle attività in biblioteca, di queste 58 erano classi di scuole primarie di secondo grado e 33 di scuole superiori.

Oltre a quelle per i bambini, organizzate attività di stimolo alla lettura anche per gli adolescenti?
Da poco più di un anno esiste in Biblioteca una sala dedicata agli adolescenti. Questo spazio è stato costruito attraverso una progettazione partecipata che ha visto coinvolti, oltre all’architetto, un gruppo di ragazzi e di bibliotecari. Progettare insieme a chi della sala avrebbe poi fruito ci ha permesso di conoscere quali fossero, in relazione agli spazi della biblioteca, i bisogni e le esigenze effettive dei ragazzi. Nella sala ci sono tavoli per studiare, computer per collegarsi a internet e per giocare, due postazioni per vedere i film, poltrone comode per leggere, chiacchierare e ascoltare musica. Sugli scaffali sono presenti libri di narrativa, film, cd musicali, riviste e fumetti. Lo spazio è strutturato di per sé per rendere possibile e allettante non solo la lettura, ma tutte quelle attività legate alla ricerca di informazioni e di produzioni culturali di qualsiasi tipo. Per quanto riguarda la lettura nello specifico, la biblioteca promuove da quattro anni, all’interno delle attività proposte alle scuole, Xanadu un progetto rivolto alle terze della scuola primaria di secondo grado e ai primi tre anni delle superiori.

Secondo l’indagine Pisa 2006, effettuata tra i quindicenni, il punteggio medio degli studenti italiani in literacy, con riferimento alla lettura, è pari a 469 (maschi 448 ? femmine 489) contro una media Ocse di 492. Per literacy si intende la capacità di comprendere e utilizzare i testi scritti come mezzo per sviluppare conoscenze e per svolgere un ruolo attivo nella società. Come commenta questo dato?
Non è una affermazione che stupisce: i dati Istat sulla diffusione della lettura ci dicono che solo il 43,1 degli italiani legge almeno un libro nel corso di un anno.[1] La lettura sembra non essere considerata un elemento sostanziale della vita di ognuno. Eppure ci sono studi che evidenziano, ad esempio, come ci sia una correlazione fra i livelli di literacy degli abitanti di un paese e il suo prodotto interno lordo.(Cfr:Manetti Stefania, Nati per leggere, un intervento di comunità: a che punto siamo?, in Quaderni acp 2006; 13(5), pp. 195, 198)

Che rapporto si è generato tra forme di comunicazione così diverse come il libro, la tv e i multimedia?
I ragazzi e i bambini sono nati in un mondo in cui sono presenti diversi media ed è per loro normale utilizzarli, tutti, e anche più di uno nello stesso momento. La situazione è così descritta anche dal settimo rapporto sulla comunicazione del CENSIS. Il rapporto ci dice che negli ultimi anni, per quello che riguarda i giovani dai 14 ai 29, c’è stato un aumento parallelo nell’uso di tutti i media (cellulare, tv, radio, libri, quotidiani, internet, periodici). C’è quindi un’integrazione fra l’uso dei vari media che non sembra andare a discapito dei libri.

Vorremmo che questo nostro percorso sul mondo della lettura per l’infanzia serva anche a dare qualche indicazione su come stimolare la lettura nei piccoli. Vuole dire la sua?
Le attività di promozione alla lettura della nostra biblioteca partono dalla strutturazione dello spazio. Da poco più di un anno abbiamo una nuova sala per i bimbi dai 0 ai 3 anni che è stata progettata insieme a un gruppo di genitori che ha evidenziato quali fossero le esigenze e i bisogni dei piccoli e di chi li accompagna in relazione agli spazi, al loro allestimento e ai materiali: da questo è nata, ad esempio, la presenza della sedia per allattare, dei seggiolini per fare merenda, dello scaldabiberon. I libri sono a portata di bambino e una saletta che è possibile isolare permette le letture collettive. Ci sono libri di filastrocche e di ninnenanne che i genitori possono proporre dai primi mesi ai loro bambini e libri resistenti, di cartone, ma anche di stoffa e di plastica, che i bambini possono maneggiare non appena sono in grado di afferrare. Sono presenti anche cd musicali, DVD, riviste e libri per gli adulti relativi alla crescita e allo sviluppo dei bambini. Lo spazio è diventato per molti punto di incontro e luogo in cui trascorrere tempo insieme agli altri e a noi piace che questo avvenga in mezzo ai libri. La sala accoglie anche, una volta alla settimana, lo Spazio mamma, un servizio a libero accesso, gestito da ostetriche e assistenti sanitarie, pensato per le mamme che da poco hanno avuto il loro bambino e che hanno così anche l’occasione di scoprire la biblioteca e le possibilità a questa connesse. Lo spazio bebé è anche diventato luogo di incontro per mamme e bambini di madrelingua diversa dall’italiano che qui si incontrano periodicamente in piccoli gruppi per proporre ai loro bambini letture, canzoni e filastrocche nella loro lingua d’origine. Il comune di Bologna regala un libro a tutti i nuovi nati e SalaBorsa Ragazzi è una delle biblioteche in cui il dono può essere ritirato. Tutte queste attività, e molte altre che sono visibili sul sito della biblioteca, sono nate sotto la spinta del progetto Nati per leggere.

Il sistema delle biblioteche è comunale. Dunque da Comune a Comune possono esserci forte differenze sulla quantità e qualità delle attività di promozione della lettura. Esistono delle iniziative di carattere nazionale? E’necessario elaborare dei programmi per sostenere queste attività nelle realtà italiane dove c’è maggiore disaffezione alla lettura e ai libri in genere?
Nati per leggere è un progetto nazionale che si articola in realizzazioni locali. É stato ideato e articolato nel 1999 dall’Associazione Italiana Biblioteche, dall’Associazione Culturale Pediatri e dal Centro per la Salute del Bambino. È volto alla promozione della lettura ad alta voce a partire dai primi mesi di vita nell’idea che un bambino che ama i libri diventerà un adulto lettore con tutti i vantaggi emotivi, cognitivi e relazionali che ciò comporta. A Bologna le biblioteche collaborano con i pediatri di base, fornendo materiali informativi sulla lettura rivolti a genitori e a bambini e libri che vengono distribuiti dai pediatri nel corso delle visite, sono in contatto inoltre con i servizi che si occupano di prima infanzia e organizzano attività e letture, nelle biblioteche stesse, ma anche in altri luoghi, volte a promuovere la lettura ad alta voce.

[1] Cfr: http://www.istat.it

(da bimbi.it)

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