Bimbi e libri. L’abitudine alla lettura nei bambini? E’ una responsabilità dei genitori. Roberto Denti.

21 set 2009

Insieme a Gianna Vitali, nel 1972 Roberto Denti ha fondato la Libreria dei Ragazzi, la prima libreria dedicata esclusivamente ai lettori più giovani. Ha scritto saggi, romanzi e racconti sia per adulti che per ragazzi.

Vorremmo approfondire il rapporto tra lettura e nuove tecnologie o tv. Vediamola in positivo. La tecnologia ha aperto porte a conoscenze che altrimenti sarebbero rimaste precluse. Oggi su internet si può imparare molto, ci sono dvd di tutti i tipi…
Senza nulla togliere alle nuove tecnologie, utilissime, penso che prima vengano ancora i libri. La parola scritta, l’immagine fissa, danno una conoscenza che sedimenta di più perché chi ne fruisce ha tutto il tempo per elaborarla. L’immagine fissa e la parola letta sono più rispettose dei tempi del bambino. Il cartone animato, così come i clic su siti per bambini, sono rapidissimi e quindi il bambino impara ad emozionarsi più velocemente. Ecco perchè oggi i classici di un tempo sembrano molto lenti.

Adesso vediamola in negativo. La tecnologia ha creato una gigantesca macchina di distrazione continua, che cancella il silenzio. Ha favorito una normalità di impulsi e stimoli e discapito di una fatta di raccoglimento e concentrazione. Questa normalità nevrotica non rischia di frenare la disposizione d’animo a ritagliarsi tempo e spazio per la lettura?
E’ un dazio che si paga per poter fruire dell’aspetto positivo. Ed è una ragione di più perché l’adulto resti sempre il più possibile vicino al bambino. Il problema è che molto spesso i bambini vengono “mollati” quando vanno a scuola, quasi il compito principale spettasse a quest’ultima. Anche un tempo era così, ma allora c’erano i cortili, le famiglie allargate e si cresceva in gruppi con valori condivisi. Oggi c’è la famiglia mononucleare e i bambini rischiano di ricevere dagli adulti solo modelli negativi come quello del giudizio a seconda del conto in banca e del successo. Il problema non è quindi nel mezzo, ma nell’utilizzo che ne fanno gli adulti, che naturalmente diventa un modello per i bambini.

Un altro punto importante riguarda la pazienza. Il video, e per altri versi il clic, soddisfano immediatamente l’aspettativa continua di orizzonti sempre diversi da esplorare. Un libro invece richiede più disponibilità all’attesa. Il libro aiuta di più a “mettere radici” solide?
I ragazzi si sono entusiasmati a Harry Potter anche per il film e sicuramente conosceranno il sito. In effetti può anche bastare vedere Harry Potter, ma se lo leggi capisci di più i personaggi, penetri di più nella storia, acquisisci più elementi. L’immagine e il clic sul web hanno una funzione diversa. A leggere si fa più fatica che andare al cinema o stare davanti al pc o alla tv. La maggior fatica lascia per forza una traccia più profonda.

Non sarà una regola assoluta, ma non servono studi per dimostrare che in famiglie dove il libro non esiste i figli non leggeranno. Hanno quei genitori la percezione della “condanna” che stanno infliggendo al proprio bambino?
Quei genitori sono degli irresponsabili. Se siamo al mondo è perché i nostri genitori “si sono divertiti” e lo stesso vale per noi quando noi abbiamo messo al mondo un bambino. Il quale, come si sa, non viene per caso! Bisogna accettare che oltre al piacere ci sono delle responsabilità da assumersi, almeno nei confronti di una persona che non ha nessuna colpa e che non ha scelto di nascere. Leggere ai bambini è vitale per il loro benessere e per la loro crescita. Le storie fanno crescere, insegnano ad avere paura, e le prime sono le fiabe. Conoscendo le storie si scoprono parti di sé come l’immaginazione e la fantasia.

E come distinguere la fantasia da certe sue rappresentazioni, vedi alcuni spot?
Basta ricordarsi sempre che la fantasia non ha nulla che vedere con gli standard.

Restiamo ancora sulla lettura come occasione di rapporto tra genitori e bambini
Penso alla voce della mamma, ma anche del papà, come un filo che unisce il prima e il dopo la nascita. La narrazione a voce alta trasmette un voler bene, la voglia dei dedicare tempo. Tu mi stai leggendo qualcosa che mi piace in cambio di niente… questo pensa il bambino. E’ diverso da scuola, dove si legge per rendere conto all’insegnante. E leggere al bambino significa anche aiutarlo in uno sforzo mentale di attenzione che lo aiuta a crescere.

C’è una relazione negli adulti tra le due pigrizie che si manifestano nella scarsa attitudine alla lettura e nella cultura della delega, intesa come assenza di spirito critico? Se si, questo si ripercuote sui bambini?
Il 61% degli adulti non legge nemmeno un libro all’anno. Non si nasce con l’istinto alla lettura, quindi leggere è un comportamento e dobbiamo chiederci quale modello trasmettiamo ai bambini prima di stupirci del loro comportamento. Come possiamo pensare che un bambino legga se nella quotidianità che più lo riguarda la lettura non esiste? C’è un’inerzia preoccupante nell’occuparsi dei figli. Il problema non è la quantità di tempo che si dedica loro, ma la qualità del tempo, il modo in cui si sta con loro. Occuparsi di loro non significa solo leggere ma anche guardare insieme un film per loro e commentarlo. Il commento favorisce lo sviluppo di uno spirito critico che aiuta a restare vigili nella vita di tutti i giorni.

Quali sono le principali spiegazioni che dai all’abbandono della lettura che spesso avviene nell’età dell’adolescenza?
E’ sempre stato così. In genere si tende a considerare come una delle cause la crescente necessità di leggere per studiare e in parte è vero. Ma in larga parte dipende da una maggior identificazione con un mondo adulto che non legge.

Vorremmo che questo nostro percorso sul mondo della lettura per l’infanzia serva anche a dare qualche indicazione su come stimolare la lettura nei piccoli. Vuoi dire la tua?
Bisogna accompagnare i bambini in un percorso di avvicinamento al libro, leggendo a voce alta anche nell’età della scuola media. E non bisogna dimenticare che il libro può essere anche uno strumento per approfondire conoscenze scientifiche, oltre che favorire lo sviluppo della fantasia.

(da bimbi.it)
@GiampRem

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