Bimbi e libri. “La creazione artistica? Un piacere con cui conoscere la realtà”. Chiara Carrer.

28 set 2009

Chiara Carrer è nata a Venezia ed è una delle più conosciute illustratrici italiane. Nel 1999 ha vinto il Premio Andersen come migliore illustratrice dell’anno. Chiara svolge periodicamente attività didattica nelle scuole e nelle biblioteche.

E’ cambiata l’importanza dell’illustrazione nei libri per i bambini?

Da tempo si parla d’illustrazione come linguaggio, pertanto si può pensare che esista un apporto culturale dell’immagine, ma di che immagine si parla, quale la sua qualità? Forse sia per l’immagine che per la scrittura si dovrebbe fare dei distinguo e non generalizzare. Già negli anni ’70 abbiamo avuto la Emme edizioni che ha pubblicato eccellenti progetti editoriali, oggi l’illustrazione ha un riconoscimento sicuramente mai avuto prima, ma non sempre è accompagnata da progetti editoriali altrettanto validi.

C’è un dominio sulle immagini e sulla fantasia da parte delle grandi industrie dell’entertainment?
Credo che la nostra società sia, sotto tutti gli aspetti, ampiamente e tragicamente dominata da interessi lontani da quelli culturali.

C’è spazio per nuovi modelli?
Lo spazio lo si è sempre conquistato con fatica e costanza. Non c’è nulla che non sia possibile, il problema è che ogni scelta ha il suo prezzo e per offrire pensieri e proposte interessanti bisogna avvalersi di pazienza e di saggia attesa.

Le illustrazioni sono pensate per il pubblico dei bambini o dei genitori?
Penso che l’immagine abbia capacità di offrire a ciascuno qualcosa, senza bisogno di semplificare ciò che è complesso, o complicare ciò che è semplice. La curiosità, lo stupore, il mistero e il fascino non dovrebbero mai estinguersi. Per me un libro è un’esperienza dinamica in cui tutto è in continuo divenire.

Tu svolgi attività didattica presso biblioteche e scuole. Esiste allora la pedagogia dell’immaginazione come la chiamava Calvino? Cosa insegni ai ragazzi con i tuoi laboratori? Quali le difficoltà che incontri?
L’attività di laboratorio che svolgo è legata agli eventi culturali in cui è inserita, vuoi festival di promozioni alla lettura o presentazione del libro in scuole biblioteche ecc. In genere le attività ruotano intorno al libro e ai suoi componenti, la copertina, lo story board, oppure intorno al tema dell’arte, il segno, il colore e la materia o temi giocosi come bestiari e personaggi bizzarri. La tecnica principale con cui io stessa lavoro sono le forbici e le carte colorate: il collage. Le difficoltà sono una realtà che ho riscontrato solo negli ultimi anni di questa esperienza che svolgo da quasi 20 anni. I bambini o i ragazzi oggi sono più distratti e meno coinvolti nella creazione artistica, hanno spesso un’ansia di prestazione che rende tutto un compito da valutare e non più una forma di piacere con cui conoscere la realtà.

Vorremmo che questo nostro percorso sul mondo della lettura per l’infanzia serva anche a dare qualche indicazione su come stimolare la lettura nei piccoli. Vuoi offrire qualche consiglio?
Credo che l’unico consiglio che mi sento di dare è che gli adulti siano d’esempio. Dovrebbero leggere e leggere insieme con i loro piccoli o grandi ragazzi. Spesso sono gli adulti ad avere bisogno di essere invitati a leggere non i bambini che con i libri potrebbero avere maggior confidenza. Tutto dipende da come si offrono e si propongono le esperienze.

(da bimbi.it)

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