Bimbi e libri. La biblioteca, centro di promozione della lettura. Intervista a Letizia Tarantello.

12 ott 2009

Letizia Tarantello è direttrice della Biblioteca centrale ragazzi di Roma. E’ autrice di molte pubblicazioni sull’evoluzione dei servizi bibliotecari e sull’accesso e l’orientamento alla letteratura per ragazzi e per insegnanti.

Come è cambiato nel tempo il ruolo delle biblioteche nello stimolare la lettura nei bambini?
C’è stato un cambiamento epocale. Sono cambiati i bambini e i ragazzi, le biblioteche, l’offerta e soprattutto le condizioni d’uso a cominciare dal tempo in cui tutti viviamo, un tempo prevalentemente consumato e non vissuto. Bambini e ragazzi vivono in società complesse, multi o interculturali, digitali, e le biblioteche fanno parte dei servizi che li riguardano ma devono guadagnarsi il loro ruolo attivo offrendo motivazioni alla pratica della lettura. Più che di “lettura” oggi si parla di “letture” e apprendimento delle abilità di lettura necessarie allo sviluppo di un pensiero autonomo e critico. Anche il tempo a disposizione di bambini e ragazzi per la lettura – soprattutto in una grande città ricchissima di opportunità culturali come è Roma – sembra diminuito. Prima in biblioteca si usavano solo libri adesso si usano video, internet e motori di ricerca. Inoltre dagli anni ’80 in poi la produzione editoriale in lingua italiana di libri per bambini e ragazzi è profondamente cambiata in quantità e qualità. Si è passati dalle circa 800 novità annuali ad oltre 2000, con una prevalenza dei generi editoriali e letterari per i più piccoli fino a 6-7 anni e una vera e propria esplosione del libro illustrato. Oggi più che mai è importante sostenere con servizi adeguati e con la pratica il ruolo delle biblioteche nel garantire non solo l’accesso ai libri e agli altri documenti ma insieme occasioni di partecipare ad attività di promozione della lettura motivanti e formative del lettore. Lettori si diventa. In quest’ottica sono particolarmente importanti tutte le occasioni per collaborare con e coinvolgere le amministrazioni di appartenenza, le associazioni culturali, la scuola, gli editori, in una parola i soggetti attivi, non solo a livello locale, nella promozione della cultura dell’infanzia e dell’adolescenza. Alle biblioteche è richiesto sempre più un ruolo di intermediari attivi con il proprio pubblico.

Secondo quello che vedete in biblioteca, gli adolescenti leggono oppure no?
Sicuramente meno dei bambini fino alle scuole elementari. Con la parola “adolescenti” o “giovani adulti” le Linee guida dell’IFLA (Federazione Internazionale delle Associazioni e Istituzioni Bibliotecarie), da poco disponibili in italiano a questo url, indicano il gruppo di individui a metà tra l’infanzia e l’età adulta, tra i 12 e i 18 anni e ricordano come spesso la lettura volontaria venga abbandonata in questa fase della vita. E’ la fascia di pubblico più problematica, non solo a Roma, che richiede anche spazi specifici lontani e ben separati da quelli per più piccoli. Comunque dipende dai singoli adolescenti e dal gruppo di cui fanno parte. E’ impossibile generalizzare. In alcuni casi sono molto preparati. La stessa età di 11 o 12 anni può corrispondere a richieste di lettura molto diverse, a volte derivanti dalla scuola oppure da curiosità e domande personali. Gli adolescenti di 12 o 17 anni leggono se sono motivati a farlo, così come sono motivati naturalmente a divertirsi o a fare sport per stare in forma. Si tratta di intercettare i loro interessi…

Oltre a quelle per i bambini, organizzate attività di stimolo alla lettura anche per gli adolescenti?
Le attività per adolescenti si realizzano prevalentemente in collaborazione con le scuole. Nel 2006-2007 e nel 2007-2008 abbiamo partecipato al progetto nazionale ”Xanadu: comunità di lettori ostinati” in collaborazione con l’Associazione culturale Hamelin di Bologna. Nell’anno scolastico 2008-2009 abbiamo realizzato per le scuole in alcune biblioteche (Biblioteca Europea, Centrale Ragazzi, Flaminia, Franco Basaglia, Longhena, Marconi, Sandro Onofri, Valle Aurelia, Villa Leopardi) il progetto “Contare le stelle. 1986-2006 venti anni di letteratura per ragazzi” in collaborazione con la Biblioteca Sala Borsa Ragazzi di Bologna e l’Associazione Hamelin di Bologna. Un’altra attività è quella dei Circoli di lettura rivolti alle fascia 11-13, che nascono all’interno delle biblioteche e della loro collaborazione con le scuole. Nel periodo ottobre-novembre partirà la 4.edizione dei circoli di lettura all’interno di biblioteche e scuole. La lettura dei libri all’interno dei circoli (ca. 25) costituisce uno strumento molto importante sia per conoscere libri e autori sia per comunicare tra coetanei e con gli adulti. I circoli di lettura offrono opportunità di educazione all’ascolto e di invito alla lettura anche per lettori deboli. Il sito delle Biblioteche di Roma www.bibliotechediroma.it offre l’informazione puntuale sulle attività delle Biblioteche in collaborazione con le scuole.

Secondo l’indagine Pisa 2006, effettuata tra i quindicenni, il punteggio medio degli studenti italiani in literacy, con riferimento alla lettura, è pari a 469 (maschi 448 – femmine 489) contro una media Ocse di 492. Per literacy si intende la capacità di comprendere e utilizzare i testi scritti come mezzo per sviluppare conoscenze e per svolgere un ruolo attivo nella società. Come commenta questo dato?
E’ un tema enorme che coinvolge tutti, biblioteche, scuola, famiglia, editori e stampa e su cui si continua inevitabilmente a ragionare. E’ vero che quelli di Pisa sono dati statistici e dunque invitano a non generalizzare ma è indubbio che in Italia – con notevoli differenze tra Nord, Centro e Sud – ci sia una percentuale di lettori non solo quindicenni inferiore a quelle di altri paesi presenti nell’indagine. Occorre tener conto dei moltissimi fattori che entrano in campo, come la pratica della lettura a casa o a scuola o in biblioteca, la qualità dell’istruzione e i modelli educativi dati dalla società e dalle abitudini familiari e del gruppo di appartenenza. La predilezione giovanile per Internet, telefonini, musica, cinema, giochi e media elettronici ha cambiato modi e tempi di interagire con i testi scritti. La stessa pratica della scrittura abbreviata dei telefonini, l’abitudine a privilegiare la velocità anche nella lettura, condizionano la capacità di apprezzare testi non elementari e la stessa curiosità. E non si può ignorare la profonda crisi della scuola e del valore sociale dell’insegnante, con le dovute eccezioni. La literacy comprende molte capacità di base relative alla lettura (di testi, suoni, immagini ecc..), alla matematica e alla scrittura, necessarie nella vita quotidiana. Non saper usare tali capacità significa non saper sfruttare l’accesso all’informazione.

Vorremmo che questo nostro percorso sul mondo della lettura per l’infanzia serva anche a dare qualche indicazione su come stimolare la lettura nei piccoli. Vuole dire la sua?
La lettura ad alta voce da parte di un adulto significativo ai piccoli che non sanno ancora leggere è indicata nel progetto nazionale italiano “Nati per leggere” come la pratica più importante per sostenere l’inclinazione a leggere e la scoperta del pianeta libro. Il motto del progetto è infatti “Apprendere l’amore della lettura attraverso un gesto d’amore: un adulto che legge una storia”. “Nati per leggere” vuole promuovere la lettura ad alta voce ai bambini in età compresa tra i 6 mesi e i sei anni. La qualità di queste esperienze precoci influenza positivamente lo sviluppo del linguaggio e successivamente la capacità di comprensione di un testo scritto. Il sito www.natiperleggere.it offre una notevole documentazione. A Roma il progetto è attivo in 17 biblioteche e nelle scuole dell’infanzia con il progetto “Leggere che piacere” organizzato dalla Biblioteca Centrale per ragazzi grazie al sostegno dell’Assessorato alle Politiche educative, www.leggerechepiacere.it

Il sistema delle biblioteche è comunale. Dunque da Comune a Comune possono esserci forte differenze sulla quantità e qualità delle attività di promozione della lettura. Esistono delle iniziative di carattere nazionale? E’ necessario elaborare dei programmi per sostenere queste attività nelle realtà italiane dove c’è maggiore disaffezione alla lettura e ai libri in genere?
L’iniziativa di promozione della lettura per bambini diffusa a livello nazionale è senz’altro “Nati per leggere”. Ovviamente è essenziale elaborare e sostenere programmi di promozione della lettura efficaci per avvicinare alla lettura e ai libri!

(da bimbi.it)

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