Bimbi e libri. Educazione all’immagine: in Italia si osa di meno. Intervista a Sara Benecino.

28 set 2009

Sara Benecino collabora da anni con le Edizioni San Paolo come illustratrice e come grafica per i progetti delle nuove collane dei libri per ragazzi.

Spesso nei libri illustrati le immagini hanno un peso nettamente superiore ai testi, che in più di qualche occasione sono proprio didascalici. E’ sempre stato così? Secondo lei perché succede?
La lunghezza di un racconto va in base al target a cui è destinato il libro. Nei libri da 0 a 3 anni l’illustrazione sarà predominante perché il bambino, non sapendo leggere verrà attratto dai colori e dai disegni. Man mano che l’età s’innalza le illustrazioni si riducono per lasciare spazio al testo.

Non disponiamo certo di calcoli statistici e potremmo elencare noi stessi molte eccezioni. Eppure l’impressione è che tendenzialmente la predominanza dell’immagine sul testo resti nettissima anche salendo con l’età dei lettori. E’ solo un’impressione oppure in un libro illustrato il testo è volutamente ridotto?
Nella nostra epoca, dove la frenesia la fa da padrona, è difficile ritagliarsi un piccolo spazio per potersi dedicare alla lettura di un buon libro. Tanto più riuscire a leggerne uno con molte pagine. A volte poi, ci si mette anche l’inizio del racconto che nella maggior parte dei casi non è mai dei migliori e spesso si abbandona l’impresa. I lettori fin da piccoli, devono essere invogliati cercando di catturare e coinvolgere la loro attenzione con racconti avvincenti, ricchi d’azione e d’avventura. Il linguaggio usato nei libri per ragazzi è molto più semplice rispetto a quello dei libri per adulti, che possono contare su un campionario ricco di sfumature. Questo può essere un ostacolo, che le case editrici cercano di ovviare movimentando il testo con delle illustrazioni, per la maggior parte dei casi in bianco e nero (per via dei costi) e con un corpo più grande e un’interlinea maggiore rispetto a quello usato nei libri per gli adulti.

In alcuni casi si ha l’impressione che i libri illustrati, pur bellissimi, sembrano più pensati per colpire l’immaginazione del pubblico adulto (genitori) che per i bambini. E’ solo una sensazione oppure i due “target” si mescolano sempre più, come ogni tanto capita anche con i film?
Il bambino di oggi è maggiormente stimolato rispetto a quello di una volta. I cartoni animati, i videogiochi e tutto quello che circonda il mondo dell’infanzia sono cambiati… sono più complessi e interattivi. Il bambino è più esigente e anche i genitori.

Come è cambiata nel tempo l’illustrazione per l’infanzia e quali tendenze individua?
Più passa il tempo e più si prende coscienza che il bambino va stimolato fin dal ventre materno raccontando storie e facendogli sentire la musica. L’illustrazione si è adattata al nuovo pensiero che il bambino è un individuo intelligente, capace di immagazzinare tantissime informazioni per crescere e costruirsi come individuo. Il bambino è curioso di natura e la sua curiosità va stimolata. Le illustrazioni servono a catturare la sua immaginazione.

La lettura di libri illustrati può secondo lei contribuire allo sviluppo psicologico del bambini? Se si come?
La lettura ha sempre contribuito allo sviluppo della conoscenza. Le illustrazioni aiutano il bambino che non sa ancora leggere a capire la storia senza dover capire da subito le parole.

Secondo lei l’educazione all’immagine è omogenea a livello internazionale?
Trovo tantissima differenza tra i libri pubblicati in Italia e quelli pubblicati all’estero dove c’è una cultura diversa e un investimento maggiore verso il mondo dell’infanzia. In Italia sono più legati alla morale, al fatto di essere didascalici e si osa di meno, a volte si cerca di andare sul sicuro proponendo quello che sul mercato è già presente e ha successo finendo per creare dei libri “dozzinali”. All’estero si guarda molto meno al budget e sono più disposti a investire.

C’è un dominio sulle immagini e sulla fantasia da parte delle grandi industrie dell’enterteinment?
Le grandi industrie come Disney e Warney Bross possono permettersi di predominare. Riescono ad arrivare ovunque con la distribuzione, oscurando le piccole case editrici che non riescono a competere a livello divulgativo ed economico. I loro prodotti sono ovunque, al supermercato, nei fast food… i genitori e i bambini sono accerchiati e ipnotizzati, alla fine vanno sul sicuro, su quello che per loro è quotidiano.

Vede ancora spazio per “inventare” nuovi modelli oppure esiste il rischio che il marketing abbia talmente vivisezionato la fantasia dei bambini che per vendere tanto i percorsi sono in un certo senso segnati?
Spero che ci sia più spazio per le novità perché sono stimolo e “vita”. I bambini sono curiosi di natura, ma dev’esserci un input esterno. Devono essere i genitori, gli insegnanti, ma anche gli illustratori, gli autori e gli editori a creare cose nuove.

Vorremmo che questo nostro percorso sul mondo della lettura per l’infanzia servisse anche a dare qualche indicazione su come stimolare la lettura nei piccoli. Vuole dire la sua?
Con l’avvento del computer, dei videogiochi e dei programmi tv sempre più indirizzati al mondo dell’infanzia, il bambino viene stimolato… ma questo non basta. I genitori e la scuola sono il primo passo per il suo sviluppo e il suo apprendimento. Gli adulti, a mio parere dovrebbero avvicinarsi anche alla piccola distribuzione perché composta da persone che osano di più. Questo non vuol dire che le case editrici più grandi non hanno prodotti buoni, ma a mio parere sono un po’ l’uno la copia dell’altro. Quelle più piccole, avendo budget ridotti investono e scommettono su autori e illustratori giovani, ma ugualmente validi… in questo modo i libri diventano delle vere e proprie perle nelle librerie.

Sara Benecino è nata a Cuneo e dal 1998 vive e lavora a Milano. Ha frequentato il Liceo Artistico a Cuneo e la Scuola del Fumetto a Milano. Dal 2006 al 2009 ha insegnato “progetto editoriale di libri per bambini” alla Scuola del Fumetto a Milano. Dopo aver lavorato come grafica presso alcune case editrici, dal 2007 lavora come grafica-illustratrice freelance. Collabora con le EDIZIONI PAOLINE – EDIZIONI SAN PAOLO – PERIODICI SAN PAOLO – SFERA EDITORE – TOURING CLUB ITALIANO – SCUOLA DEL FUMETTO – SPREA MEDIA ITALY – ASSOCIAZIONE BAMBINI IN CUCINA – EDITION ÉVIL & DECOUVERTES – WILKINSON STUDIOS
Con un gruppo di illustratori ha progettato e realizzato due libri:
– In fila per sei col resto di 2 in collaborazione con l’associazione Areco.

– Animaliadi in collaborazione con le organizzazioni Apas Rsm e VitaDaCani.

(da bimbi.it)
@GiampRem

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