Bimbi.it, non adeguarsi per crescere

9/9/2011 – Non è elegante parlarsi troppo addosso, ma per bimbi.it scatta in questi giorni il primo compleanno “no logo” e questa, almeno per noi, è una piccola notizia. Non è stato solo difficile. E’ stato proprio destabilizzante. Sia economicamente (no comment) che psicologicamente. Tutto in questo mondo è permeato di pubblicità e da lei dipende, al punto che è ormai il marketing con la sua “cultura” a guidare e il resto che va al suo rimorchio. Rinunciare alla pubblicità è come bestemmiare, è come rinunciare alla mamma. Ma chi se ne importa di déi e mamme così cupi e opprimenti. Bimbi disubbidienti crescono, o almeno ci provano.

I dubbi dei grandi hanno lo stesso volto e la stessa efficacia delle paure dei bambini: la paura del buio, di non riuscire a prepararsi la cena da soli (per i grandi la variante è mettere insieme il pranzo con la cena…), di rammendarsi le calze, di non avere nessuno che viene a darci la buonanotte. Dov’è la mamma? Qui siamo troppo occupati a costruire un complicatissimo lieto fine per provare nostalgia di una sirena che si traveste da mamma, ma che invece è bugiarda e che non è certo disinteressata come la “vera” mamma…. quella in carne e ossa! Ormai sappiamo che non ci sono risposte rassicuranti, non ci sono scorciatoie. C’è invece un vuoto pneumatico che dà le vertigini e disorienta ancora di più chi volta la testa per un comprensibile timore, di chi invece questo vuoto prova a riempirlo con nuove idee. Pur con tutti i limiti. Come i bimbi che vogliono crescere, tocca imparare a fare da sé e noi ci stiamo provando.

Ridiciamolo: non è la collaborazione con le aziende che bimbi.it respinge per chissà quale pregiudizio e nemmeno il legittimo desiderio di visibilità in cambio di un sostegno economico. E’ l’aggressività del marketing, l’invasione di spazi che non gli competono. I modelli e gli stili di vita che promuove con messaggi che ogni tanto sembrano pensati da persone disturbate. Sono certi comunicati-marchette standard che è inutile che ci mandate perchè non li pubblicheremo mai. E, sul web, è la sua logica che in apparenza sembra persino democratica – tot euro per ogni migliaia di clic – ma che in realtà troppo spesso spinge a confezionare pagine precotte, fatte di tonnellate di già detto, di stereotipi, di gossip, di “entra nella community”, di comunicati copia-incolla, di oroscopi, meteo, sondaggi e sorrisi omologati. Nel tentativo disperante di collocarsi in alto su Google con parole ricercate e strappare così qualche clic in più, prezioso per la visibilità dei banner. No, non ci adeguiamo. Anche perché adeguarsi non serve a crescere: in questo gioco infatti vince solo il banco. Ci abbiamo provato fino in fondo a cercare una difficilissima alternativa e con il prezioso supporto di alcune delle principali organizzazioni culturali per l’infanzia milanesi abbiamo creato un progetto, che ora deve trovare un appoggio di tipo economico. La crisi-la-borsa-ma-no-ma-siete-pazzi, certo. A proposito, abbiamo aggiunto qualche nuovo dipinto-banner, date un’occhiata e buona lettura.

(da bimbi.it)
@GiampRem

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