Bimbi.it, questa sì che è una notizia

Una notizia riconoscibile da una pubblicità. Del resto qui di “ibridi” non ce ne sono mai stati e anche la pubblicità palese l’abbiamo tolta ormai da sette mesi. I banner dei quadri impressionisti (e non solo) sono più belli di qualche psichedelico consiglio per gli acquisti, non trovate? Effettivamente qualche prezzo importante l’abbiamo pagato e lo stiamo pagando tuttora, ma la strada è questa. L’informazione è credibile se non si consegna a chi ha l’unico scopo di vendere qualcosa. Anzi, se non viene proprio disegnata intorno ad esigenze commerciali, diventandone strumento. Ecco la nostra. Un po’ “azzoppata”, ma libera da logiche di marketing, da articoli sponsorizzati, da annunci Google più o meno mimetizzati tra gli articoli per strappare un clic. E da tutto ciò che costringe a rincorrere un’audience sproporzionata, sbagliata, per sopravvivere. Stiamo costruendo un modello alternativo, per poter continuare a pubblicare solo notizie. Per mettere il bambino al centro, non le sue merendine preferite. Un saluto autentico e non sponsorizzato a chi ci segue. Grazie a chi vuole approfondire

(da bimbi.it)
26/4/2011 @GiampRem

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