Dottor Tont

Non potete immaginare quali e quanti danni può fare un cretino.
C’era una volta un dottore che era un cretino. Era diventato uno specialista grazie alla benevolenza di altri dottori cretini come lui.

Sul portone del suo studio si leggeva a caratteri cubitali: “DOTTOR ILARIO TONT – MEDICO CHIRURGO SPECIALISTA IN ALLERGOLOGIA, UROLOGIA, FISIATRIA, PSICO-PSICHIATRIA, PEDIATRIA, DIABETOLOGIA, CARDIOLOGIA, OTOIATRIA, ODONTOSTOMATOLOGIA, ANDROLOGIA, GINECOLOGIA, GERIATRIA, DERMATOLOGIA – SENZA ESCLUDERE NESSUN’ALTRA – IA”.

Un giorno il dottor Tont visitò un paziente che aveva il singhiozzo ed era pure balbuziente. Lo curò a modo suo. “Venga con me in campagna e si vesta tutto di rosso,” gli ordinò.  E lo portò in un bosco.
D’accordo con un pastore che pascolava pecore, vacche e tori gli scatenò contro un torello che vedendolo vestito come un diavoletto cominciò a corrergli appresso.  L’inseguimento durò un giorno e una notte intera. Un’esperienza terrificante.
Il poveretto correva a capelli dritti impennati tra tronchi, radici, erba viscida e ostacoli che non sempre schivava urlando con tutto il fiato che aveva in corpo: ”Aiuto, aiuto, aiutatemi!”.

Per via di qualche scivolone durante la fuga se ne tornò al controllo del luminare con le stampelle, con una gamba ingessata e con un naso da clown color prugna matura. Ma di balbuzie e singhiozzo, effettivamente, nessuna traccia.
“Visto come l’ho guarito da entrambi i mali?” si compiacque il dottore. E si complimentò anche col paziente “per la completa guarigione”.

Il giorno dopo successe che il poveretto con le stampelle e il naso alla prugna morì d’infarto. La paura del giorno prima ne aveva messo a dura prova le coronarie.
“Che peccato,” commentò il Tont quando apprese la notizia. “Proprio adesso, che parlando senza balbuzie e senza singhiozzo riusciva a farsi capire”.

“Comunque sono bravo davvero. L’avevo guarito. Peccato, proprio adesso… Questa morte non ci voleva…”.  Ma era così contento e orgoglioso di sé, il Tont… E da quel giorno cominciò a ripetersi e a consolarsi per quella morte improvvisa, che ai suoi occhi era comunque un successo: “Bravo, però, io… questo dottor Tont. Come mio padre Tont… Certo, noi della famiglia dei Tont…”. E da allora si sentì veramente importante come accade sempre ai cretini quando credono di avere “successo”.

Paolo Gatto
      pg.gatto@tiscali.it

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