Bimbi e metropoli: parla Roberto Denti

Dall’osservatorio privilegiato della Libreria dei Ragazzi sono passati i milanesi degli ultimi tre decenni del Novecento e del primo scorcio del Duemila. Come vede i bambini di oggi, rispetto a quelli di un tempo?
Oggi i bambini sono soli. Un tempo, e non parlo di trent’anni fa ma di quando ero piccolo io, i bambini e i genitori vivevano in gruppo in campagna, ma anche nei cortili delle città c’erano le comunità delle varie famiglie. Questo permetteva un aiuto reciproco tra le persone, perché il gruppo degli adulti mediava le incapacità del singolo, l’educazione del proprio figlio non era una prerogativa solo dei due genitori, ma di tutta la comunità. Ancora più importante per i piccoli era il gruppo dei loro coetanei, che era una vera e propria comunità educante: i bambini crescevano insieme e imparavano a vivere insieme. Se, ad esempio, un adulto picchiava un bambino, cosa che capitava spesso, era facile che un altro adulto intervenisse per calmare la situazione. Ma anche se non capitava, il bambino disperato, piangente, usciva di casa e trovava i suoi amici che lo aiutavano e consolavano. Oggi questo non può succedere, il bambino non può uscire di casa e incontrarsi con altri bambini o un adulto che lo consolino.

Quella che è avvenuta in questi anni è una mutazione a suo modo “storica” insomma
Per secoli e secoli non c’è stata dicotomia tra adulti e bambini, tutti facevano parte di una comunità, in fondo anche le fiabe nascono per un pubblico fatto da grandi e piccoli. Il problema di oggi è la famiglia mono – nucleare, e la conseguente solitudine dei bambini, che porta insicurezza, paura e disperazione. Un altro aspetto della stessa questione è che i bambini non sanno più stare tra loro e giocare insieme, tutte le feste di compleanno oggi prevedono necessariamente l’animatore, altrimenti gli invitati si annoiano.  Mettere al mondo un bambino oggi è una responsabilità che, grazie agli anticoncezionali, i genitori prendono consapevolmente, ma che non possono sottovalutare.

E i genitori?
All’apertura della Libreria dei Ragazzi (erano gli anni settanta) c’era più speranza, più voglia di fare, di cambiare anche la città, meno inerzia.
I genitori fanno quello che possono, ma vivere in una famiglia mono – nucleare è molto difficile. Per tranquillizzare i bambini e farli sentire meno soli li riempiono di regali. Eppure un vero regalo per loro potrebbe essere quello di leggere libri a voce alta, e non solo quando sono piccoli, ma anche quando sono più grandi. Per i bambini significa moltissimo, perché è un tempo dedicato totalmente a loro, è un’attenzione nei loro confronti che dovrebbero avere anche gli insegnanti.
Anche la televisione è un problema, i bambini la guardano molto. Io non credo che un genitore la debba proibire, perché il bambino si sentirebbe diverso dagli altri, ma sono necessarie delle regole. La televisione anche il pomeriggio è ignobile, sia per i programmi che per le pubblicità. E’ necessario accordarsi tra genitori e figli,imporre delle regole, che nella famiglia mono – nucleare sono assolutamente necessarie, ma certamente difficili da rispettare.

Il rapporto tra la Milano degli adulti e la Milano dei bambini incide sulla voglia di questi ultimi di leggere?
Milano stimola al massimo a fare sport. Ma perché i bambini dovrebbero leggere se i genitori non lo fanno? La lettura è un comportamento che si impara con l’esempio, è vera la lezione di Rodari che diceva che “Leggere non contempla l’imperativo”. L’educazione non è fatta dalle parole, ma dal comportamento e dall’esempio dei grandi. Alla scuola elementare ancora si legge, ma alle medie generalmente si smette perché un adolescente si identifica ancora di più negli adulti, che sono i peggiori lettori in Europa.

Cosa può fare la scuola?
La scuola dovrebbe cambiare, è eccessivamente nozionistica e non stimola la curiosità dei bambini. Io vedo un grande entusiasmo sia da parte dei genitori che degli insegnanti alla scuola materna, che cala però con l’età dei bambini. I ragazzi hanno tutte le qualità, gli adulti e la scuola le reprimono e così le rendono succubi al sistema consumistico. Vorrei consigliare a tutti i ragazzini di leggere un bel libro di Bianca Pitzorno Extraterrestre alla pari (ed. Einaudi ragazzi): è la storia di un bambino di un altro pianeta che viene adottato da una famiglia umana. Nel suo pianeta, però il genere maschile e femminile si manifesta solo in età adolescenziale e così i genitori adottivi non sanno come comportarsi e ne viene fuori una bella storia esilarante.

Cosa può fare concretamente l’amministrazione comunale per migliorare la qualità della vita dei bambini?
All’inizio del secolo scorso Milano è stata la prima città in Europa a provvedere all’assistenza per i malati di TBC e di Sarcoma, nel primo caso nutrendo i bambini e nel secondo migliorando le condizioni igieniche. C’era una reale assistenza scolastica e medica, che ora è stata abolita. E in questa situazione, con la forte immigrazione extracomunitaria, è molto grave la mancanza di controllo medico. Anche l’assistenza psicologica non esiste più.
L’Amministrazione comunale non fa nulla per i bambini, non ha assolutamente una visione d’insieme della situazione disastrosa dell’infanzia a Milano. In occasione delle ultime elezioni comunali Milly Moratti aveva proposto un Assessorato specifico per i bambini. Questa mi sembra la via giusta, dovrebbe esserci un Assessorato composto da un gruppo di esperti che possa dare le indicazioni e fare delle proposte concrete a lungo termine per migliorare una situazione veramente disperata. Proviamo a pensarci un attimo: i bambini non hanno più nessuna autonomia. Anche i giochi sono organizzati dagli adulti: dove giocano i bambini oggi? Dove possono giocare a calcio? Non conoscono neanche il proprio corpo perché non esiste più un rapporto di gruppo al di fuori dal controllo degli adulti.

Roberto Denti, Direttore della Libreria dei Ragazzi di Milano, scrittore di libri per bambini e nonno. Vive e lavora a Milano: insieme a Gianna Vitali gestisce la Libreria dei Ragazzi in via Tadino 53. 

Gioia Farina da Bimbi.it ( 17 ott 2006)

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