“Balla coi bulli”, la favola western della Ditta Gioco Fiaba

ditta westernDalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica. I dodici rintocchi dell’orologio rivelano che il mezzogiorno di fuoco è arrivato. Nel vicino saloon scatta la rissa tra cow boy un po’ alticci, ma dov’è finito lo sceriffo? No, non è un film con John Waine e non c’entra nemmeno Sergio Leone. E’ la nuova produzione della Ditta Gioco Fiaba, che racconta storie ai bambini fin dal 1993. Tra i piccolissimi, tutti conoscono la Ditta grazie al mitico Gillo, quel cucciolo di scoiattolo che va alla scoperta degli ambienti della sua casetta e qualche volta se ne va pure in libera uscita sul tram. Proprio domenica 11 febbraio alle 11,  Gillo mette nel mirino l’armadio. E quindi a frugare svuotando cassetti e aprendo le ante, tra vestiti, cappelli, scarpe, occhiali. Uno spasso per i piccoli dai 18 mesi ai 4 anni. Tutti conoscono Gillo, appunto, ma nessuno può ancora conoscere “Balla coi bulli“, la favola western che debutta sempre domenica 11, ma alle 15,30. Cambiano le atmosfere, ma non il divertimento. Nel selvaggio (e comico) west immaginato dalla Ditta, imperversa un criminale che si diverte a maltrattare i cittadini di Happy Town. Persino le sceriffo fatica a contenerlo. E infatti tutti vorrebbero farsi rispettare, ma nessuno agisce per la troppa paura. Come nella tradizione dei migliori film western, anche a teatro arriva l’eroe capace di risvegliare gli animi e di permettere il faticoso imporsi della giustizia. Il Grand Canyon, poi, è lontanissimo, ma in fondo, nell’immaginario di un bambino, potrebbe assomigliare al corridoio o al cortile della scuola, illuminati dal sole a picco, nell’intervallo. E le angherie del fuorilegge sembrano proprio le stesse del bulletto che maltratta i compagni in classe. Grazie al linguaggio del teatro, e alla scrittura del celebre sceneggiatore di fumetti Riccardo Secchi, ci si sorprende a scoprire che la paura non riguarda solo le vittime dei prepotenti: è invece una spirale che emargina imprevedibilmente anche i carnefici. Il lieto fine, quindi, è garantito.

@GiampRem

+ cultura x l'infanzia - pubblicità = bimbì. Condividi?
Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail