Pinocchio 2.0, il digitale lancia la sfida

Nel Paese dei Balocchi, Pinocchio, non si limita semplicemente ad “arrivarci”. Nei film e nei cartoni, il carro che accompagna lui e Lucignolo sembra proprio “straripare” in quel fantastico villaggio senza scuola, senza libri e senza regole che non fossero quelle di soddisfare la propria voglia di divertirsi. “Pinocchio 2.0”, lo spettacolo di Teatrino Teatrò e Campo Teatrale, riacciuffa quella stessa incontenibile eccitazione e le fa fare un salto temporale di 135 anni, fino ai giorni nostri: com’è, e soprattutto dov’è, oggi il Paese dei Balocchi? Intanto qualche indizio. Il burattino che sabato 3 febbraio alle 16 saltella sul palco del Teatro Delfino ha sembianze molto umane (Helga Micari), esattamente come il suo compagno d’avventure Lucignolo (Felice Ferrara). E poi i balocchi. Nello spettacolo il Paese mantiene il riferimento a un nome che evoca distrazioni vecchie e cadute in disuso. Quindi innocue. Ma il panorama di quel Paese è cambiato. Il Pinocchio 2.0, quello dell’era digitale, è ammaliato da un’abbondanza di schermi, di luci e colori, di video e immagini stranianti, che scorrono senza sosta e creano desideri artificiali. Smette di inseguire i “propri” sogni per seguirne altri. Questo conflitto tra sogni indotti e sogni “naturali” è reso con un linguaggio leggero, giocoso e adatto a bambini di 5/10 anni. Ma in fondo rappresenta una delle sfide più importanti che i nativi digitali, crescendo, devono affrontare. Sabato 3 febbraio alle 16 al Teatro Delfino, ingresso 7 euro. 

@GiampRem

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