Pasolini sul consumismo

⛵ Giorno 1926 senza adv per Bimbì. La Sinistra, che sconsacra la vita come reazione a una società clericale che imponeva false sacralità e falsi sentimenti. Anacronistico e nostalgico, secondo Pasolini, già negli anni Settanta. E così facendo si consegna al Potere Consumistico, che usa quella scelta come leva per consegnare anche lei all’edonismo e alla sacralità del consumo come rito. Della merce come feticcio. E poi la Chiesa, che dovrebbe passare all’opposizione di quel Potere Consumistico giudicato “irreligioso, totalitario e violento”. Che dovrebbe guidare la rivolta, per salvare se stessa e per non accettare passivamente la liquidazione da parte di un Potere ormai Unico che progetta di ridurla a puro folklore”.

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Questo Potere, secondo Pasolini, molto più di vecchie dittature è penetrato nelle coscienze producendo una mutazione antropologica delle persone. Non c’era ancora la tv commerciale e la pubblicità era solo Carosello. Non c’erano algoritmi che te la fanno apparire sulla bacheca. Ma lui l’aveva percepita, questa deriva, già oltre quarant’anni fa. Suggestioni? A ciascuno la sua idea. Io non so altro di Pasolini, è morto quando ero bambino. Ma ho ascoltato tutta questa sua analisi, la condivido in gran parte e la considero non una suggestione ma una premonizione di qualcosa che sarebbe poi effettivamente successo… ampliato a dismisura. Infatti, per chi si occupa di cultura per infanzia, non credo esistano sfide più importanti di questa: ostacolare l’arruolamento precoce dei bambini promuovendo cultura, respingendo la pubblicità e insegnando loro a riconoscere i suoi linguaggi e i suoi meccanismi.

(citazione sopra, a partire da min,18.30 circa)

@GiampRem

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