Trillino Selvaggio, dieci anni fantasiosi

Ornella Vancheri in “La luna in giardino”

Dalla mia rubrica “Bambini” su TuttoMilano di Repubblica. Una vecchia fabbrica dismessa, al Giambellino, nel 2007 diventa “casa dei bambini” e per dieci anni incoraggia l’incontro con l’arte come opportunità di crescita. C’è di che festeggiare in via Tolstoi, per il decimo anno di felice e creativa attività. E infatti la stagione del Trillino Selvaggio, centro d’arte unico nel suo genere, ha l’aspetto di una lunga festa di compleanno a tappe: un po’ musicale e un po’ espressiva, un po’ teatrale e un po’ circense. Domenica 12 novembre alle 16,30 arriva il “Bestiario fantastico di Paolo Capodacqua”. Nel concerto, le canzoni del cantautore sono rivisitate con nuovi arrangiamenti e stili: jazz, rock e per coro di voci bianche a cappella. Inoltre, dal progetto di Giorgio Ubaldi (tra i fondatori del Trillino), è nato un cd. Per il resto sarà un autunno di storie e racconti.

“Il meraviglioso armadio della zia” del Teatro del Corvo, ad esempio, precede un atelier di costruzione di burattini (domenica 19). Poi tocca a “Nuvole e case” della compagnia Nuvole in tasca (domenica 26) e a “La casa nel cassetto” con la compagnia Le Rondini e Loredana Bugatti (3 dicembre). Il 17 dicembre gli spettacoli sono due:  “Canto di Natale” di Fabio Paroni e Angelo Ciccognani e “Come nelle favole davanti allo specchio” con Stefania Casiraghi. Anticipo di 2018: tornerà “La luna in giardino”,  una produzione del Trillino Selvaggio che vede la prestigiosa firma di Marcello Chiarenza. Ma questo è solo il capitolo della rassegna domenicale. Poi ci sono i corsi, le feste e soprattutto c’è la peculiarità del Trillino: aver saputo creare un ambiente in periferia, dove le famiglie hanno il piacere di incontrarsi.

Negli anni siamo diventati un punto di riferimento – spiega Silvia Coggiola, nella direzione artistica e organizzativa insieme a Susanna Vincenzoni, Ornella Vancheri -. Un luogo dove stare, oltre che consumare eventi. Con la stanza dei giochi e un salotto con veranda, dove sentirsi a casa prendendo un thè o leggendo un libro.

@GiampRem

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