Washington Post: il Colorado potrebbe vietare la vendita di smartphones ai bambini

smartphones  Come tanti genitori italiani, anche l’americano Tim Farnum, che di professione fa l’anestesista a Denver,  ha comprato lo smartphone ai figli di 11 e 13 anni. Poi però è successo qualcosa che non gli ha certo tolto la voglia di usare la tecnologia, ma gli ha generato qualche dubbio sul rapporto de-regolamentato della stessa con i bambini. Farnum ha infatti registrato significativi cambiamenti nel loro comportamento: prima erano pieni di energia e desiderosi di uscire e poi sempre più silenziosi, lunatici e solitari. In particolare è rimasto colpito dagli scatti d’ira di uno dei due figli, quando quando provava togliergli il cellulare dalle mani. Nel lungo intervento sul  Washington Post (che si può facilmente leggere in italiano attivando il servizio su Chrome) il papà Tim Farnum paragona quelle reazioni a quelle di un tossicodipendente.

So Farnum started researching the side effects of screen time on kids and found statistics that astonished him. Too much technology too soon can impair brain development, hinder social skills and trigger an unhealthy reliance on the neurotransmitter dopamine, a high similar to what drug and alcohol addicts feel.

Così Farnum ha iniziato a studiare gli effetti collaterali del tempo passato sullo schermo dai bambini e ha scoperto le statistiche che lo hanno stupito. Troppa tecnologia troppo presto può compromettere lo sviluppo del cervello, ostacolare le abilità sociali e innescare una dipendenza malsana sul neurotrasmettitore dopamina, simile a quello di droga e alcool tossicodipendenti

Dopo aver attivato un pensiero critico, mister Farnum è passato all’azione. Insieme alla no profit PAUS (Parents Against Underage Smartphones) ha avviato una raccolta firme per proporre una legge che vieti la vendita degli smartphone ai minori di 13 anni. Se la legge passasse, il Colorado diventerebbe il primo Stato americano ad avviare in questa piccola grande inversione di tendenza. Nonostante la massiccia approvazione da parte di genitori e nonni, alcuni deputati hanno commentato negativamente la proposta, ritenendo che queste scelte competano alle famiglie e non al governo. Secondo il Washington Post, Farnum non è rimasto sorpreso da queste resistenze… che però non lo hanno convinto. 

Farnum told The Post he understands the pushback from those who see this as a parental responsibility and a law as an encroachment on parental power, but said his group sees premature smartphone access as a danger equivalent to smoking cigarettes, drinking alcohol or watching pornography.“We have age restrictions on all those things because they’re harmful to kids,” Farnum said. “This is no different, in my opinion.”

Secondo lui e il suo gruppo, l’accesso prematuro allo smartphone equivarrebbe ad altre attività non consone per i bambini, come fumare, bere alcoolici o guardare la pornografia. Quindi ha ritenuto di procedere, distinguendo tra uno smartphone e un cellulare non connesso a internet. Se lui e il suo gruppo riusciranno a raccogliere 300 mila firme, nell’autunno del 2018 l’elettorato del Colorado potrà esprimersi.

E in Europa? Sky TG24 riporta la notizia di una proposta di legge irlandese: vietare la vendita prima dei 14 anni  e sanzionare con 100 euro “i genitori che lasciano i bambini connessi a internet senza supervisione”.

Fonti: Washington Post – Sky TG24

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