Sovraesposizione dei bambini agli schermi: la Francia si attiva

Il sito di FranceTV, canale della tv pubblica francese, riprende il manifesto pubblicato da un collettivo di medici e pediatri sul pericolo della sovraesposizione agli schermi dei bambini. Quelli più piccoli in particolare. L’appello è stato pubblicato interamente da Le Monde, dove è visibile solo parzialmente perché i post del quotidiano sono raggiungibili solo su abbonamento. France TV apre con un virgolettato dei medici, che dice già molto.

Noi, professionisti della salute e dell’infanzia, desideriamo mettere in allerta l’opinione pubblica  sui gravi effetti di un’esposizione massiccia e precoce di bambini e ragazzini ad ogni tipo di schermo: smartphone, tablet, computer, console, televisione.

Non è un tema nuovo, ma forse è la prima volta che una lunga lista di medici e pediatri si espone con questa franchezza. Agli scettici va ricordato che in Francia, proprio un appello di medici e pediatri ha dato l’impulso definitivo alla recente approvazione della legge che dal 2018 vieta gli spot pubblicitari sui canali della tv pubblica durante i programmi per i bambini. Insomma, oltralpe c’è molto attivismo e se i pediatri si esprimono, la politica ascolta. Ecco un altro virgolettato sempre da FranceTv.Info:

Noi riceviamo bambini molto piccoli  stimolati principalmente dagli schermi che, a 3 anni, non ci guardano quando ci rivolgiamo loro, non comunicano, non parlano, non cercano gli altri,  sono molto agitati o molto passivi.

Secondo gli specialisti la troppa esposizione agli schermi impedisce al cervello dei bambini  di svilupparsi normalmente. Tra i motivi c’è il tempo rubato all’esplorazione e quella che loro definiscono “captation de l’attention involontarie” che traduco con “cattura dell’attenzione involontaria”. Non siamo forse assediati da stimoli che ogni giorno cercano di assorbire la nostra attenzione? (E l’assedio degli schermi non si sposa forse con quello della pubblicità? – GiampRem)

I medici hanno inoltre notato sempre più casi di ritardo nel linguaggio e nello sviluppo, in bambini che non presentano alcun deficit neurologico. C’è addirittura il paragone – probabilmente nei casi più estremi – con i sintomi legati allo spettro autistico: assenza totale di linguaggio a 4 anni, disturbo dell’attenzione, disturbi relazionali, stereotipie gestuali, forte intolleranza  alla frustrazione.

Proprio per questo insistono sull’importanza del ruolo dei genitori.  Senza gli stimoli dei genitori un bambino…

…non può accedere a una coscienza di sé e sviluppare un linguaggio umano di comunicazione e di scambio con l’adulto

e basta spegnere lo schermo perchè si registri un immediato miglioramento.  Di conseguenza il manifesto-appello si chiude con l’auspicio che chiunque operi nel settore infanzia consideri come prima urgenza proprio l’esposizione dei bambini agli schermi: dal punto di vista degli estensori, questo problema deve essere considerato  come un impegno legato alla sanità pubblica.

Proprio pochi giorni fa Bimbì ha riportato il parere sullo stesso argomento di due figure molto autorevoli della cultura per l’infanzia italiana: il pedagogista Daniele Novara, che era intervenuto su Avvenire, e lo scrittore Alberto Pellai, che si era espresso su FamilyHealth.

@GiampRem

Per scrivere il post mi sono servito di queste fonti: France Tv  – Le Monde
Ho visto successivamente che del tema si è occupato anche Avvenire

Come tutto il sito, anche questo post si finanzia solo con la vendita del libro ⛵
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